Il limite di Sarri (feat. Rafa Benitez)

L’altro giorno ho scritto un lunghissimo articolo sul Napoli di Sarri. Leggetelo. C’è veramente di tutto, incluse spiegazioni tattiche, uno sguardo alla difesa e molto, molto altro. Ci sono 8000 parole da leggere, ma coprono tantissimi argomenti. Altrettanto inutile dire che la questione più interessante sia la difficoltà palesata dal Napoli di Sarri contro le difese a 3. Parleremo un altro po’ di questo, oggi.

Come prima cosa riassumiamo alcuni numeri e fatti. Parliamo di campionato, perché gli avversari sono omogenei nella stessa competizione. In Europa (ed anche nelle coppe italiane) ci sono dinamiche diverse, scontri diretti, partite da vincere con “urgenza” alternate a partite amichevoli (quando magari sei già qualificato nel gironcino), quindi i numeri possono risultare falsati.

Iniziamo da questa stagione, con 14 giornate disputate. Il Napoli ha affrontato 8 squadre che hanno impiegato la difesa a 4 e 6 squadre che hanno impiegato la difesa a 3 (due di queste, le due romane, usano abitualmente la difesa a 4 ma si sono messe a 3 appositamente per il Napoli).

  • Le 8 squadre che usano la difesa a 4 in media hanno concesso 1.62 gol a partita. Il Napoli, contro queste squadre, ha segnato 2.38 gol a partita (19 in 8 partite). Il Napoli ha vinto 6 partite e ne ha pareggiate 2, meritando probabilmente di vincerle (la prima dell’anno col Pescara, quando non venne dato un rigore netto su Zielinski, e l’ultima col Sassuolo, col palo di Callejon al 90°). Solo una volta, col Sassuolo, ha fatto meno di 2 gol. Per il resto ha fatto sempre almeno 2 gol anche senza Milik titolare.
  • Le 6 squadre che usano la difesa a 3 in media hanno concesso 1.12 gol a partita. Il Napoli, contro queste squadre, ha segnato 0.83 gol a partita (5 in 6 partite). Il Napoli ha giocato 2 di queste partite con Milik titolare ed ha fatto 0 gol in 180′. Il Napoli ha vinto 1 partita (con l’Udinese), ne ha pareggiate 2 e perse 3.

Sono dati piuttosto chiari. Il campione statistico relativo a quest’anno è ancora piuttosto ridotto, ma il trend è piuttosto chiaro. Anche con una normalizzazione (meno gol contro la difesa a 4 e più gol contro la difesa a 3) probabilmente rimarrebbe un gap notevole. Ma è un problema di quest’anno? Dovuto all’assenza di Higuain? Andiamo a vedere la stagione scorsa, quando il Napoli ha affrontato 29 squadre con la difesa a 4 e solo 9 con la difesa a 3.

  • Le 29 squadre che hanno usato la difesa a 4 in media hanno concesso 1.31 gol a partita. Il Napoli ha segnato 2.38 gol a partita (esattamente come quest’anno).
  • Le 9 squadre che hanno usato la difesa a 3 in media hanno concesso 1.3 gol a partita. Il Napoli ha segnato 1.22 gol a partita.

Anche l’anno scorso, insomma, il Napoli è stato sotto media contro le difese a 3. Ormai parliamo di un anno e mezzo e non è più un caso. Questi sono numeri avuti con Higuain, con Milik, senza punte. Per carità, l’ho detto e lo ripeto: avere un fenomeno (o anche solo una punta centrale di ruolo) sicuramente può aiutare. Ma c’è un problema sottostante infinitamente più grande, perché già l’anno scorso il Napoli ha avuto un attacco peggiore della media quando ha affrontato le difese a 3, nonostante avesse in organico uno da 36 gol in 35 partite.

I numeri totali in un anno e mezzo di Napoli:

  • 15 partite contro le difese a 3, messe in atto da squadre che hanno subito 1.23 gol a partita. Il Napoli di Sarri ha segnato 1.07 gol a partita, ossia il 13% peggio della media di Serie A. Il Napoli contro le difese a 3, che abbia Higuain, Milik o nessuno, è una squadra sotto media offensivamente.
  • 37 partite contro le difese a 4, messe in atto da squadre che hanno subito 1.38 gol a partita. Il Napoli ha segnato 2.38 gol a partita, ossia un clamoroso 72% meglio della media di Serie A. Il Napoli, contro le difese a 4, che abbia Higuain, Milik o nessuno, è una squadra devastante.

Però io sono andato oltre. Ho detto nell’articolo-fiume che ho linkato in apertura che Sarri alleni un concetto e non un modulo, ed è vero. Il modulo è un mezzo per arrivare al fine. Ma allora, mi sono detto, questo difetto sarà venuto a galla anche con l’Empoli? Nell’unica stagione di Serie A fatta con Sarri allenatore, come saranno andati i toscani? Ovviamente con Maccarone e Pucciarelli non possiamo aspettarci che i numeri totali siano come quelli del Napoli, ma se il gap è dovuto al gioco di Sarri e non al caso o ai giocatori, dovrebbe vedersi lo stesso. E si vede?

  • L’Empoli ha giocato 13 partite contro le difese a 3, che hanno concesso in media 1.28 gol a partita, ed ha segnato 0.77 gol a partita (40% peggio della media).
  • L’Empoli ha giocato 25 partite contro le difese a 4, che hanno concesso in media 1.38 gol a partita, ed ha segnato 1.44 gol a partita (4% meglio della media).

Sarri è così bravo che è riuscito a prendere l’Empoli, con Maccarone, Pucciarelli, Mchedlidze e chi vi pare e renderlo un attacco superiore alla media, contro le difese a 4.

Al tempo stesso, Sarri è così privo di soluzioni contro le difese a 3 che è riuscito a prendere il Napoli di Higuain, Mertens, Insigne, Callejon e renderlo un attacco inferiore alla media, in quelle situazioni.

Dopo 2 anni e mezzo, 2 squadre diverse, attacchi diversi, passando da Maccarone a Mertens, attraverso Higuain, Milik e Gabbiadini, credo che i numeri siano evidenti. Sarri in Serie A ha sempre sofferto le difese a 3.

Tatticamente, il perché è spiegato nell’articolo-fiume, ma sostanzialmente Sarri crede nella squadra corta, stretta, che gioca su triangoli e domina gli half-space. Le squadre con le difese a 3 occupano gli half-space ed intasano le linee di passaggio, neutralizzando il gioco di Sarri. In 28 partite contro le difese a 3 in serie A, Sarri solo 2 volte ha segnato più di 2 gol: Napoli-Genoa 3-1 (era 1-1 all’84°, ed il 3-1 arrivò nel recupero e con un fuorigioco non segnalato) ed Empoli-Palermo di ottobre 2014, che finì 3-0 con 2 gol su calcio piazzato con assist di Valdifiori.

Con l’Empoli solo 2 volte ha segnato almeno 2 gol ad una difesa a 3 (15% delle partite giocate contro le difese a 3), ma lo ha fatto 12 volte contro la difesa a 4 (48% delle partite giocate), nonostante avesse un attacco non esattamente eccezionale.

In 2 anni e mezzo, Sarri non ha ritenuto di dover abbandonare il proprio Credo, per contrastare questo problema strutturale. Non credo che non si sia accorto delle difficoltà contro le difese a 3, ma non le ha risolte e questo getta una discreta ombra sul Napoli. E’ obbligatorio farsi venire dei dubbi, se basta un accorgimento tattico per depotenziare le squadre di Sarri.

Dopo 2 anni e mezzo, non ha trovato alcuna contromossa. Non ha dimostrato la sufficiente umiltà o abilità da cambiare sistema di gioco in quelle partite, nonostante delle difficoltà clamorose ed evidenti contro le difese a 3. Questo è un limite davvero notevole che dovrà essere superato, perché già con Higuain si soffriva tantissimo con le difese a 3, quindi non è solo un problema di presenza o mancanza o qualità della punta. Parte dei meriti della classifica dell’anno scorso va data dunque allo spread 29/9 di difese a 4 contro difese a 3 (uno spread inconsueto e molto propizio per il Napoli, visti i dati). Quest’anno siamo più vicini al 50% e la classifica ne risente. Il Napoli dovrà crescere tantissimo sia in difesa (dove prende troppi gol) sia contro le difese a 3, se vorrà tornare fra i primissimi posti, altrimenti sarà sempre frenato da questo enorme difetto strutturale.

Sembra evidente che Sarri sia un autentico maestro e fenomeno nel gestire certi aspetti, avendo creato una macchina da guerra quando affronta le difese a 4 ed è al top della condizione psicofisica, ma mostra anche pochissimo spirito di adeguamento ed adattabilità alle contromosse avversarie, difetto che probabilmente fa capire perché sia arrivato così tardi al grande calcio. Non era un caso o sfortuna, ma uno dei tanti limiti che ancora deve superare. Speriamo che il processo di crescita si compia molto in fretta, per il bene del Napoli. Attualmente, Sarri dimostra di avere dei limiti notevoli, che per ora vengono mascherati dall’alibi della mancanza della punta, ma che in realtà durano dal giorno del debutto in Serie A con l’Empoli e non sono nati dall’infortunio di Milik in poi, che semmai ha solo peggiorato una situazione già precaria contro determinati sistemi.

In ultima analisi, non si può trascurare un’ipotesi: e se i giocatori non fossero strutturalmente adatti ad affrontare le difese a 3? Per controllare, andiamo a vedere cosa abbia fatto Rafa Benitez con la sua rosa col Napoli. Sarri ha avuto una versione molto migliore di quella rosa, ma i giocatori principali presenti all’epoca erano in squadra anche con Sarri, pertanto possiamo dare un’occhiata.

Benitez, al contrario di Sarri, basava il suo gioco sull’ampiezza. Soffriva difensivamente a volte se la squadra non riusciva a tornare in posizione (la squadra di Sarri invece anche se non sfonda, riesce a restare compatta e soffre meno dietro), ma offensivamente in teoria non dovrebbe soffrire le difese a 3, anzi dovrebbe batterle comodamente visto che intasando il centro, quelle difese possono essere più vulnerabili ai lati. Com’è andato Rafa nei 2 anni di Napoli in campionato?

  • Ha giocato 28 partite contro difese a 3, che concedevano 1.37 gol a partita. Il Napoli ha segnato 2.21 gol a partita (61% meglio della media). Come previsto.
  • Ha giocato 48 partite contro difese a 4, che concedevano 1.35 gol a partita. Il Napoli ha segnato 1.77 gol a partita (31% meglio della media). Anche qui è stato dominante. Non quanto contro le difese a 3, ma ha ugualmente dominato. Disclaimer: nel primo anno ha avuto prestazione analoga sia contro le difese a 4 che contro le difese a 3 (il secondo anno ha avuto un calo contro le difese a 4 al momento dell’infortunio di Insigne – calo non pervenuto contro le difese a 3).

Rafa insomma soffriva difensivamente sulle ripartenze, in primis perché aveva centrocampisti tutti veramente mediocri per qualsiasi sistema (c’è da chiedersi cosa farebbe con Diawara ed Allan in quel ruolo), ma offensivamente aveva impostato un gioco che non era arrestabile da un semplice cambio nello schema da parte dell’avversario.

Nel caso di Sarri invece è così e quest’anno, che è venuta meno anche la solidità difensiva dell’autunno scorso, tutti i nodi sono venuti al pettine. La crescita deve partire proprio dalla panchina, ma dovrà trovare il modo per risolvere il problema delle difese a 3, stabilmente, altrimenti anche il rientro di Milik (o l’acquisto di un’altra punta) non cambierà molto in determinate partite.

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3 Pensieri su &Idquo;Il limite di Sarri (feat. Rafa Benitez)

    • Aspetto vivamente un’esposizione un filo più seria ed analitica dei difetti dell’analisi. Se ci sono problemi coi numeri o col ragionamento, esponili. Altrimenti, commenti di tale tenore sono a dir poco infantili e superflui.

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