La peggio gioventù

Domenica il Napoli ha pareggiato in casa col Palermo. Di per sé questa cosa mi ha fatto infuriare. La prestazione mi avrebbe lasciato l’amaro in bocca anche con una vittoria, ma naturalmente l’1-1 ha fatto ancora più male.

Inutile parlare della partita. E’ stata un’occasione persa. L’anno scorso Sarri si lamentava di dover giocare spesso dopo la Juventus, affermando che fosse uno svantaggio. Il Napoli ha più volte dimostrato coi fatti di non sopportare la pressione. Quest’anno già nel post Besiktas-Benfica era successa una cosa simile e domenica, con la Roma sconfitta nel pomeriggio, la squadra ha dimostrato di non aver fatto alcun passo in avanti in tal senso negli ultimi 18 mesi. Di per sé è preoccupante ed infuriante, perché il Napoli dovrebbe battere questo Palermo a prescindere dalla formazione, dalla stanchezza, dal modulo e dallo stato di forma. Però è andata com’è andata e pazienza.

Nel post-partita ho visto anche Sarri infastidito ed ha detto un sacco di cose giuste ed inevitabili. Dovrà lavorare sulla mentalità. Sarri ha fatto tantissime cose buone, è cresciuto a sua volta ed ha limato tanti difetti in questi 18 mesi, sia alla squadra, sia suoi. Sulla testa ancora non è riuscito a lavorare come si deve, ma è probabilmente il compito più duro.

Però poi… poi è successo questo, su Sky. Bergomi gli ha chiesto dell’aspetto caratteriale del Napoli e lui ha risposto (sic):

E’ una squadra giovane […] Non si può prendere giocatori del ’94, ’95 e ’97 che siano di una maturità e mentalità come un 28-29enne

E’ un cliché, in larga parte, ma ha toccato un mio nervo scoperto. In Italia più che in altri paesi, si vive l’inesperienza come un handicap insuperabile. Essere giovani è un handicap. Non “sapere come si vince” è un handicap. Come si risolve il tutto? Facendo giocare i vecchi/maturi/esperti. E’ un paese per vecchi senza dubbi. Il problema è che come tanti cliché basati sulla cosiddetta “saggezza convenzionale”, viene dato per scontato che sia vero e non viene contestato. Sono concetti che ci vengono propinati da addetti ai lavori e media dalla notte dei tempi, quindi cresciamo prendendoli per buoni.

La ricerca sportiva, negli USA, ha smascherato un sacco di concetti basati sulla saggezza convenzionale. In Europa pure questo genere di analisi sta iniziando a farsi avanti, ma l’Italia resiste, arroccata in difesa dei suoi cliché e dell’indispensabile esperienza. Il punto è che possiamo verificare se tutto ciò sia vero. E’ vero che vinca solo chi “sa come si vince”? E’ vero che servono giocatori esperti?

Intanto parliamo del caso specifico: è palese che Sarri si riferisca a Zielinski, Rog e Diawara, i tre nuovi acquisti del centrocampo che coincidono con le età elencate (non a caso ha saltato il ’96). Beh, nessuno dei tre era in campo dall’inizio. A meno che non vogliano convincermi che la presenza in panchina dei tre abbia tolto cazzimma ed esperienza a Hamsik, a Callejon, ad Albiol, allora anche solo citare quei 3 è superfluo. Aggiungiamo che Zielinski sia entrato nella ripresa e sia stato probabilmente il migliore dei nostri, mentre Jorginho, che ha giocato al posto di Diawara, è stato secondo me il peggiore in assoluto. Non mi si può dire che Insigne abbia sbagliato il gol al 95° perché in panchina c’era Rog e non David Lopez (o anche Mascherano, o chi vi pare). Insomma, la frase di Sarri è stata una frase fatta dettata probabilmente dall’insoddisfazione del risultato e dalla voglia di chiudere l’intervista, anche se ha aggiunto “non compriamo giocatori dal Barcellona”. Ma diciamo che Sarri possiamo archiviarlo così, volendo essere buoni.

Il problema è che il giorno dopo fra media e tifosi si è parlato proprio di questi presunti difetti del Napoli: inesperienza, mancanza di abitudine a vincere, squadra troppo giovane. Bisognerebbe fermarsi ed analizzare quindi due fattori:

  1. Sono effettivamente difetti?
  2. Se sono difetti, sono presenti realmente nel Napoli?

Come detto, nessuno dei tre citati da Sarri era in campo. Ma non solo: l’unico nato dopo il 1991 ad essere in campo era Elseid Hysaj. Che vuol dire?

10 giocatori su 11 sono più vicini ai 30 anni che ai 20 e tutti loro, quest’anno, compiranno almeno 26 anni, se non di più. Di sicuro non si può dire che ci fosse una squadra giovane in campo. Anagraficamente quindi l’alibi della gioventù decade.

Ma forse la squadra è inesperta? Dei 26 giocatori in rosa domenica, ben 21 hanno giocato o giocano nella propria nazionale. Tonelli e Pavoletti sono stati convocati senza debuttare, Sepe ed Allan hanno giocato per la nazionale giovanile e questo lascia il solo Diawara (che sta ancora sbrigando le pratiche burocratiche per essere convocabile dall’Italia) come giocatore in rosa mai chiamato in una rappresentative nazionale. Il Napoli in questi anni ha giocato sempre nelle coppe europee e varie volte in Champions League, ha alzato 3 trofei (molti con un nucleo di giocatori attualmente in rosa) e se da un lato è vero che non abbiamo comprato nessuno dal Barcellona, abbiamo acquistato 2 giocatori dal Real Madrid ed 1 dal Bayern Monaco e tutti e 3 erano in campo contro il Palermo (aggiungo che uno abbia anche militato nel Barcellona, prima di andare altrove). Non compriamo gente solo da Empoli e Verona.

Inoltre, i giocatori del Napoli sanno come si vince? E’ indispensabile? Ho deciso di fare una piccola ricerca ed un paragone. In questi anni, come abbiamo già visto, pochissime squadre al di fuori del novero delle “grandi tradizionali” sono riuscite a vincere il titolo. Già questo fa capire quanto sia difficile, inoltre il Leicester ha dimostrato che fosse un caso, come tutti sospettavamo. Andiamo però a paragonare il Napoli attuale con Leicester, Atletico Madrid e Borussia Dortmund (tutte e 3 alla prima – o unica – vittoria), per numero di giocatori con esperienza in nazionale e per numero e tipologia di trofei. Faremo il paragone anche con la Roma , ossia la squadra considerata rivale diretta (e superiore per esperienza e per “sapere come si vince”, secondo molti tifosi azzurri). Queste sono le uniche squadre assimilabili, perché naturalmente le cosiddette grandi tradizionali formano le proprie squadre con la potenza economica a loro disposizione, prendendo i più forti in circolazione.

Naturalmente, siccome dobbiamo sommare trofei ed esperienza, conteremo quelli di tutti i giocatori in rosa (quindi ovviamente alcuni trofei, vinti magari insieme, verranno contati più volte), ma questo meccanismo verrà applicato a tutti. Conteranno solo le presenze in nazionale ed i trofei vinti entro l’inizio dell’anno preso in esame, naturalmente, e solo i giocatori con almeno 1′ giocato (più secondo e terzo portiere).

Napoli:

  • Titoli nei 5 anni precedenti: 3 (2 Coppe Italia, 1 Supercoppa Italiana).
  • 26 giocatori in rosa
  • Età media: 26.4 anni
  • Giocatori sotto i 20 anni: 1 (Diawara).
  • Giocatori sotto i 25 anni: 5 (Hysaj, Zielinski, Milik, Diawara, Rog).
  • Giocatori sopra i 30 anni: 4 (Giaccherini, Maggio, Reina, Albiol).
  • Giocatori che hanno giocato in nazionale maggiore: 21 (81%).
  • Presenze in nazionale: 583.
  • Giocatori che hanno vinto almeno 1 trofeo maggiore: 17 (65%).
  • Trofei vinti: 53 (2 Mondiali, 4 Europei, 1 Mondiale Under 20, 1 Coppa Libertadores, 1 Coppa UEFA, 2 Scudetti, 1 Bundesliga, 2 Liga, 1 Campionato croato, 2 Campionati rumeni, 12 Coppe Italia, 2 Coppe del Re, 1 FA Cup, 1 Coppa di Lega inglese, 1 Coppa di Lega francese, 1 Coppa d’Olanda, 1 Coppa di Serbia, 2 Coppa di Croazia, 11 Supercoppe italiane, 2 Supercoppe di Spagna, 1 Supercoppa d’Olanda, 1 Supercoppa di Romania).

Ovviamente ho evitato trofei individuali come il titolo di capocannoniere o il campionato di Serie B. Non so voi, ma a me questa sembra una squadra discretamente esperta, con un bel po’ di trofei vinti (e pure di una certa importanza). A parte la Champions League, in pratica è stato vinto tutto il vincibile e Reina è arrivato molto vicino anche a quel titolo, fermandosi in finale contro il Milan. Abbiamo giocatori con trascorsi importantissimi, come Callejon, Reina ed Albiol, che hanno militato in squadre come Barcellona, Real Madrid, Liverpool e Bayern Monaco. Abbiamo capitani della propria nazionale come Hamsik o Chiriches. Se poi mi volete dire che per un motivo o per un altro non considerate questi giocatori come leader o sufficientemente forti, si entra in un’altra questione (ossia qualitativa). Ma come esperienza, titoli vinti e blasone direi che ci siamo abbondantemente. Si tratta anche di giocatori vicini (o oltre) i 30 anni, quindi pure anagraficamente ci siamo. Dare addosso a Marko Rog (che comunque prima di venire a Napoli aveva già giocato in Champions League ed in nazionale, vincendo un paio di titoli) mi sembra iniquo, senza guardare questi giocatori.

Immagino anche che siate sconvolti dal numero di giocatori sotto i 25 anni. Il Napoli è visto come una squadra di mocciosi, invece 21 su 26 sono più vicini ai 30 che ai 20 anni. Ci sono ben 17 giocatori nel range anagrafico di 25-29 anni. Ah, ho incluso Gabbiadini, che ovviamente è appena partito, perché comunque fino al Palermo era in squadra. Senza di lui si alza l’età media e si alza anche la percentuale di giocatori con almeno un trofeo vinto.

Comunque siamo solo all’inizio. Facciamo il giochetto per le altre squadre citate in precedenza.

Leicester City 2015/16:

  • Titoli nei 5 anni precedenti: 0.
  • 24 giocatori in rosa.
  • Età media: 27.5.
  • Giocatori sotto i 20 anni: 1 (Gray).
  • Giocatori sotto i 25 anni: 6 (Schlupp, Kanté, Amartey, Mahrez, Kramaric, Gray).
  • Giocatori sopra i 30 anni: 5 (Schwarzer, Huth, Morgan, Wasilewski, Inler).
  • Giocatori che hanno giocato in nazionale maggiore: 15 (63%).
  • Presenze in nazionale: 525.
  • Giocatori che hanno vinto almeno 1 trofeo maggiore: 9 (38%).
  • Trofei vinti: 26 (1 Coppa d’Asia, 1 Champions League, 5 Premier League, 2 campionati svizzeri, 3 campionati croati, 1 campionato australiano, 2 coppe Italia, 1 coppa di Germania, 4 coppe di Lega inglesi, 1 coppa di Danimarca, 3 coppe di Croazia, 1 Supercoppa d’Inghilterra, 1 Supercoppa italiana).

Il Leicester è stato un miracolo e quest’anno è rientrato nei ranghi, quindi conta il giusto, ma volevo includerlo per illustrare ugualmente la sua struttura. L’età media è spinta in alto dal 42enne Schwarzer (terzo portiere che si è ritirato), mentre il numero di Under 20, Under 25 ed Over 30 è simile al Napoli. Il numero di presenze in nazionale è gonfiato dalle 410 di Fuchs, Schwarzer, Okazaki, Inler e Wasilewski, così come 16 trofei appartengono a Schwarzer, Inler e Kramaric. I titoli principali (Champions League e Premier League) sono stati vinti da Huth, Schwarzer, De Laet e Simpson, da riserve. Alla fine comunque i paragoni più interessanti saranno i prossimi.

Borussia Dortmund 2010/11:

  • Titoli nei 5 anni precedenti: 0.
  • 25 giocatori in rosa.
  • Età media: 24.1.
  • Giocatori sotto i 20 anni: 2 (Stiepermann, Gotze).
  • Giocatori sotto i 25 anni: 15 (Langerak, Focher, Subotic, Hummels, S. Bender, Santana, Schmelzer, Grosskreutz, Le Tallec, Sahin, Blaszczykowski, Kagawa, Lewandowski, Stiepermann, Gotze).
  • Giocatori sopra i 30 anni: 2 (Dedè, Antonio da Silva).
  • Giocatori che hanno giocato in nazionale maggiore: 14 (56%).
  • Presenze in nazionale: 239.
  • Giocatori che hanno vinto almeno 1 trofeo maggiore: 15 (60%).
  • Trofei vinti: 24 (2 Coppe d’Africa, 2 Europei Under 21, 1 Europeo Under 19, 2 Europei Under 17, 5 Bundesliga, 3 campionati polacchi, 1 campionato cileno, 1 campionato australiano, 1 campionato svizzero, 1 Coppa di Germania, 1 Coppa d’Olanda, 1 Coppa di Svizzera, 1 Coppa di Polonia, 1 Coppa del Brasile, 1 Supercoppa Polacca).

Il Borussia Dortmund è la squadra probabilmente più simile al Napoli: compra giocatori giovani da squadre più piccole, deve superare una grandissima rivale (il Bayern, ma comunque una sola come la Juventus), porta in squadra poca gente dal proprio vivaio (Gotze l’unico titolare, come Insigne). L’inesperienza trasudava in quel Borussia Dortmund: ben 3 dei giocatori con presenze in nazionale maggiore avevano giocato una volta sola (Hummels, Dedè e Grosskreutz) ed i trofei erano piuttosto minori o vinti con le rappresentative giovanili tedesche. Questo non ha frenato però un biennio straordinario in cui il Borussia Dortmund ha vinto 2 titoli in Germania, a dispetto della mancanza di esperienza e del numero di giovani in squadra.

Atletico Madrid 2013/14:

  • Titoli nei 5 anni precedenti: 5 (2 Europa League, 2 Supercoppe europee, 1 Coppa del Re).
  • 25 giocatori in rosa.
  • Età media: 25.2.
  • Giocatori sotto i 20 anni: 3 (Manquillo, Oliver Torres, José Gimenez).
  • Giocatori sotto i 25 anni: 10 (Courtois, Alderweireld, Insua, Koke, Guilavogui, Diego Costa, Leo Baptistao, Manquillo, Oliver Torres, José Gimenez).
  • Giocatori sopra i 30 anni: 3 (Aranzubia, Tiago, David Villa).
  • Giocatori che hanno giocato in nazionale maggiore: 18 (72%).
  • Presenze in nazionale: 453.
  • Giocatori che hanno vinto almeno 1 trofeo maggiore: 22 (88%).
  • Trofei vinti: 101 (1 Mondiale, 2 Europei, 4 Coppe America, 1 Confederations Cup, 1 Olimpiadi, 1 Mondiale Under 20, 1 Europeo Under 21, 3 Europeo Under 19, 14 Europa League, 2 Mondiale per Club, 1 Champions League, 2 Liga, 1 Premier League, 2 Bundesliga, 2 campionati francesi, 3 campionati olandesi, 1 campionato belga, 4 campionati portoghesi, 1 campionato turco, 4 campionati brasiliani, 19 Coppe del Re, 1 FA Cup, 3 Coppe di Germania, 2 Coppe d’Olanda, 4 Coppe portoghesi, 1 Coppa turca, 1 Coppa di Lega inglese, 1 Coppa di Lega francese, 12 Supercoppe Europee, 3 Supercoppe di Spagna, 1 Supercoppa di Germania, 1 Supercoppa di Portogallo, 1 Supercoppa di Turchia).

Se da un lato ci sono più paralleli fra Napoli e Borussia Dortmund, dall’altro ci sono tantissimi punti di contatto con l’Atletico Madrid. Intanto anche i madrileni erano più giovani del Napoli attuale in media, avevano meno presenze complessive in nazionale ed avevano più giocatori sia sotto i 20, sia sotto i 25 anni. L’Atletico Madrid però travolge il Napoli in “trofei vinti”. Lo fa sostanzialmente per 2 motivi. Il primo è che la metà è stata vinta da Diego, Tiago, Cristian Rodriguez e David Villa; quest’ultimo li ha vinti principalmente col Barcellona, mentre gli altri hanno dominato in Portogallo. Il secondo motivo è che l’Atletico Madrid nei 2 anni precedenti aveva vinto l’Europa League, la coppa del Re ed una Supercoppa Europea, ma ha tenuto insieme quasi tutto il nucleo vincente, quindi come potete vedere dal breakdown, c’è un totale elevatissimo di questi 3 trofei. In fondo questo è quanto fatto anche dal Napoli, che ha perso solo Higuain (per l’Atletico Madrid furono Aguero e Falcao) del nucleo delle sue vittorie. L’Atletico, prima di vincere il suo titolo di Liga, ha vinto delle coppe con un nucleo giovanissimo, che poi è riuscito a portare a casa il bersaglio grosso. Il Napoli a sua volta ha vinto delle coppe con un nucleo giovanissimo e come l’Atletico Madrid ha dovuto cambiare il centravanti. La progressione tutto sommato non è eccessivamente dissimile dagli spagnoli, ma naturalmente loro sono arrivati al titolo ed il Napoli per ora no. E’ curioso comunque che ci siano dei forti paralleli sia con Borussia Dortmund che Atletico Madrid. Vuol dire che nella costruzione della rosa il Napoli stia facendo bene come filosofia. Naturalmente serve ulteriore qualità, ma la strategia appare essere uguale a quella delle uniche due squadre “non grandi tradizionali” in grado di aprire mini-cicli negli ultimi anni. Il Napoli come budget è simile a loro e sta seguendo una strada analoga. Speriamo che anche il risultato finale sia lo stesso.

Roma:

  • Titoli nei 5 anni precedenti: 0.
  • 22 giocatori in rosa.
  • Età media: 27.
  • Giocatori sotto i 20 anni: 1 (Gerson).
  • Giocatori sotto i 25 anni: 7 (Alisson, Rudiger, Emerson, Paredes, El Shaarawy, Salah, Gerson).
  • Giocatori sopra i 30 anni: 4 (Lobont, Vermaelen, De Rossi, Totti).
  • Giocatori che hanno giocato in nazionale maggiore: 17 (77%).
  • Presenze in nazionale: 639.
  • Giocatori che hanno vinto almeno 1 trofeo maggiore: 13 (59%).
  • Trofei vinti: 56 (2 Mondiali, 1 Olimpiadi, 1 Mondiale Under 20, 2 Europei Under 21, 1 Mondiale per Club, 1 Champions League, 1 Coppa Libertadores, 3 Europa League, 3 Premier League, 2 Liga, 1 Bundesliga, 2 campionati olandesi, 2 campionati greci, 3 campionati rumeni, 2 campionati svizzeri, 4 Coppe Italia, 4 Coppe del Re, 4 FA Cup, 2 Coppe di Lega inglese, 3 Coppe d’Olanda, 1 Coppa di Grecia, 1 Coppa di Romania, 1 Supercoppa UEFA, 4 Supercoppe italiane, 3 Supercoppe olandesi, 2 Supercoppe inglesi).

Il profilo della Roma è molto simile a quello del Napoli, tanto che vale la pena di discuterne: la Roma non ha vinto trofei negli ultimi 5 anni (al contrario del Napoli) ed ha un’età media estremamente simile a quella dei partenopei. La Roma ha più gente sotto i 25 anni e lo stesso numero sopra i 30. L’età media è spinta violentemente verso l’alto dalla coppia Lobont-Totti: in 2 fanno 80 anni, circa 150 presenze in nazionale e 12 trofei, col primo che non vedrà sicuramente mai il campo. Stesso discorso per Vermaelen, che da solo porta ben 13 trofei in questo elenco, la maggior parte vinta dalla tribuna o dal lettino del fisioterapista mentre era nominalmente nel Barcellona. Queste presenze portano all’illusione di una similarità fra le due rose, ma in realtà per il grosso c’è una differenza radicale. Il Napoli ha meno giovani, ha un’età media più alta ed una diffusione più alta di esperienza internazionale e di trofei vinti. A meno che Vermaelen e Lobont non abbiano poteri magici per contagiare tutta la rosa con “esperienza” e nel “sapere come si vinca” (mentre magari Albiol e Reina non li hanno), allora non ha senso parlare dell’inesperienza del Napoli rispetto alla Roma; anche se questi poteri magici li avessero, la Roma sarebbe in linea col Napoli e non certo avvantaggiata. Ma è l’approccio a fare la differenza: nel caso del Napoli si parla dell’inesperienza dei giovani, mentre per la Roma si parla dell’esperienza dei vecchi. Quando però si guarda alla composizione delle rose si vede che non siano molto diverse. Anzi, il Napoli ha pure il vantaggio di aver vinto alcuni trofei in questo ciclo, col nucleo attuale, mentre quelli della Roma sono arrivati in altre epoche o in altri lidi.

Di tutte le squadre prese in considerazione, il Napoli è quella con meno gente sotto i 25 anni, mentre come presenze in nazionale non deve invidiare niente a nessuno. Come trofei vinti è chiaramente dietro solo rispetto all’Atletico Madrid. Insomma, forse sarebbe il caso di smetterla di parlare di inesperienza e amenità varie, perché il Napoli non è né giovane né inesperto rispetto alla Roma o rispetto al Borussia Dortmund ed all’Atletico Madrid che hanno vinto i rispettivi campionati.

Ma in più si vede come si possa vincere coi giovani e con giocatori inesperti. In fondo il carattere spesso o ce l’hai o non ce l’hai. Zielinski e Diawara sono molto più giovani di Jorginho (per dire un nome a caso), ma hanno già oggi molta più personalità del brasiliano, in maniera visibile. Il Napoli non è giovanissimo, ma anche se lo fosse non sarebbe certo un limite. L’importante è che i giocatori siano forti in ogni senso della parola (e, se possibile, che le rivali stecchino almeno un pochino) e bene allenati. Per il resto, anagrafe ed esperienza sono solo un alibi per nascondere o giustificare eventuali debolezze, che siano tattiche, tecniche o mentali. Se il Napoli non vince, non è per la gioventù, ma è perché deve ancora migliorare in qualche aspetto. E magari disfarsi di qualche alibi.

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